Scritto da Michele Bellotti il gennaio - 9 - 2026

Pixel 11 e Tenor G6. Ecco su cosa sta lavorando Google.

Tenor G6

Google punta a trasformare l’esperienza d’uso dei suoi smartphone Pixel con un salto importante sul fronte dei processori. Al centro di questa evoluzione c’è il nuovo Tensor G6, chipset che dovrebbe guidare la serie Pixel 11 attesa nel 2026. Secondo le indiscrezioni più recenti, Google potrebbe affidare la produzione del Tensor G6 a TSMC utilizzando un processo produttivo a 2 nm, una tecnologia all’avanguardia che porta con sé vantaggi concreti in prestazioni ed efficienza energetica.

Il passaggio a 2 nm segnerebbe un importante distacco rispetto ai processi precedenti. I Tensor presentati in passato utilizzavano tecnologie più datate, mentre il Tensor G6 potrebbe beneficiare di una densità maggiore di transistor e di consumi ridotti. Questo si traduce in un incremento stimato delle prestazioni fino al 15 % e in una gestione dell’energia più efficiente di circa il 30 % rispetto al predecessore, il Tensor G5.

La configurazione interna del Tensor G6 potrebbe includere un core principale ARM Cortex-X930, sei core dedicati alle prestazioni e un core per l’efficienza, oltre a una GPU a tre unità basata su tecnologia Imagination. Questa combinazione arriva insieme al supporto per RAM LPDDR5X e storage UFS 4.0, elementi che dovrebbero migliorare l’esperienza quotidiana, sia nelle operazioni AI sia nei giochi.

Un’altra novità che circola riguarda il modem incluso nel futuro Pixel 11. Alcune fonti indicano che Google sta testando un modem MediaTek M90 da abbinare al Tensor G6, segnando un possibile allontanamento dall’uso di componenti Samsung come in passato. Questa scelta potrebbe portare a velocità 5G più elevate e a una connettività più stabile nei dispositivi basati sul nuovo chip.

L’arrivo del Tensor G6 su Pixel 11 potrebbe quindi trasformare la percezione dei chip Google, da soluzioni efficienti ma non sempre al top nei benchmark a protagonisti di primo piano nel panorama dei SoC per smartphone premium.

Con questa mossa Google si prepara a competere più direttamente con i processori di Apple e Qualcomm, offrendo una piattaforma che non solo gestisce meglio l’intelligenza artificiale ma promette anche performance elevate per applicazioni e complessi carichi di lavoro.

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Categorie: Smartphone

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