Apple è rimasta coinvolta nella crisi delle memorie. Ecco cosa accadrà al prezzo delle DRAM.
La crisi delle memorie torna a far parlare di sé e questa volta coinvolge anche Apple. L’aumento dei costi dei moduli DRAM sta mettendo sotto pressione l’intera filiera tecnologica, compresi i produttori di fascia premium. L’azienda di Cupertino, pur avendo pianificato con anticipo le forniture, non è riuscita a evitare un incremento significativo dei prezzi.
Secondo alcune ricostruzioni, Samsung, principale fornitore di DRAM per Apple, avrebbe presentato un’offerta iniziale con un rincaro del 100% rispetto ai precedenti accordi. Una richiesta motivata dalla crisi delle memorie e dalla forte domanda globale di componenti, spinta in particolare dall’intelligenza artificiale e dai data center. Tuttavia, l’obiettivo reale del produttore coreano sarebbe stato ottenere un aumento attorno al 60%.
Apple, per garantirsi continuità nella catena di approvvigionamento, avrebbe accettato rapidamente la proposta senza avviare una trattativa più serrata. La priorità sarebbe stata evitare ritardi produttivi in vista del lancio dei nuovi modelli. Di conseguenza, i moduli LPDDR5X destinati ai prossimi dispositivi arriverebbero a un costo sensibilmente più alto rispetto al passato. La crisi delle memorie si traduce quindi in un impatto diretto sui margini.
Non esistono conferme ufficiali su questi dettagli, ma è evidente che l’aumento dei prezzi delle DRAM sia reale e diffuso. La crisi delle memorie non riguarda solo Apple, bensì tutto il comparto elettronico. Tuttavia, quando si parla di iPhone, ogni variazione nei costi di produzione può riflettersi sul prezzo finale.
Proprio questo scenario alimenta le ipotesi di un rincaro per i futuri iPhone 18 Pro e Pro Max, attesi a settembre. Se la crisi delle memorie continuerà a incidere sui componenti chiave, Apple potrebbe decidere di trasferire almeno una parte dei costi aggiuntivi sul consumatore finale. In un mercato già segnato da inflazione e rincari generalizzati, anche un aumento contenuto avrebbe un peso rilevante.
La situazione dimostra quanto il settore tecnologico sia vulnerabile alle oscillazioni delle materie prime e dei semiconduttori. La crisi delle memorie rappresenta un banco di prova per i grandi marchi, chiamati a bilanciare competitività, margini e aspettative degli utenti. Nei prossimi mesi sarà chiaro se l’impatto resterà limitato o se si tradurrà in una nuova fase di rialzi per i dispositivi di fascia alta.



