Truffe Crypto, coinvolte le mini app di Telegram. Ecco tutti i dettagli e come proteggersi.
Le Telegram Mini App, nate per semplificare l’accesso a servizi leggeri, si trasformano in un terreno fertile per i malviventi. Esperti di cybersecurity hanno smascherato FEMITBOT, un’operazione ingannevole che simula exchange di criptovalute e diffonde virus su Android. Tutto sfrutta la WebView interna di Telegram, un motore browser che maschera i siti falsi come elementi autentici dell’app, ingannando gli utenti con un velo di credibilità.
L’attacco parte da un bot Telegram. L’utente digita “Start” e si apre una pagina fasulla che mostra profitti virtuali in tempo reale, con contatori urgenti e promozioni lampo per spingere depositi immediati. Questa fiducia innata in Telegram amplifica il danno delle truffe crypto, dove le vittime credono di investire in piattaforme sicure.
FEMITBOT gestisce decine di campagne da un unico centro nevralgico. Una risposta API standard, “Benvenuti sulla piattaforma FEMITBOT”, lega centinaia di domini truffaldini a un sistema flessibile. Gli hacker cambiano temi e lingue in un baleno, adattandosi a vari pubblici. Imitano colossi come Apple, NVIDIA, Disney, eBay, Coca-Cola o Moon Pay, per catturare fiducia.
Il meccanismo clou è la “truffa del deposito”: l’utente vede guadagni gonfiati e prova a incassarli, ma il sistema esige un versamento cauzionale o inviti amici. I soldi spariscono, i fondi fittizi restano bloccati. Così nascono le truffe crypto più subdole, che drenano portafogli digitali senza rimborso.
Non basta: FEMITBOT spinge al download di APK infetti, camuffati da app di BBC, CineTV o Coreweave. Questi file, ospitati sullo stesso server con certificato TLS valido, evitano allarmi browser. Nomi innocui favoriscono l’installazione manuale, mentre pixel di Meta e TikTok tracciano conversioni per raffinare gli attacchi.
Le truffe crypto su Telegram colpiscono duro proprio per questa integrazione seamless. Evitate APK da fonti non ufficiali, specie se promettono ricchezze facili. Controllate sempre l’origine e segnalate bot sospetti: la vigilanza è l’arma migliore contro FEMITBOT e simili.



